Il pollaio di Sarkozy
Orfana di Nicolas Sarkozy e sconfitta alle ultime elezioni, la destra francese sta cercando un nuovo leader, ma non riesce a superare le enormi contraddizioni del sarkozismo. Il 18 settembre scadono i termini per presentare le candidature alla presidenza dell’Ump, primo atto della campagna elettorale che si chiuderà con il Congresso di novembre. Due candidati sono certi di correre: l’ex premier, François Fillon, e il segretario generale uscente dell’Ump, Jean-François Copé. Henri Guaino, “plume” di Sarkozy, è sceso in campo all’ultimo minuto per evitare una competizione “a due”, anche se ha poche possibilità di raccogliere le ottomila firme di iscritti necessarie a candidarsi.

Orfana di Nicolas Sarkozy e sconfitta alle ultime elezioni, la destra francese sta cercando un nuovo leader, ma non riesce a superare le enormi contraddizioni del sarkozismo. Il 18 settembre scadono i termini per presentare le candidature alla presidenza dell’Ump, primo atto della campagna elettorale che si chiuderà con il Congresso di novembre. Due candidati sono certi di correre: l’ex premier, François Fillon, e il segretario generale uscente dell’Ump, Jean-François Copé. Henri Guaino, “plume” di Sarkozy, è sceso in campo all’ultimo minuto per evitare una competizione “a due”, anche se ha poche possibilità di raccogliere le ottomila firme di iscritti necessarie a candidarsi. Stesso guaio per gli ex ministri Bruno Le Maire e Nathalie Kosciusko-Morizet. Altri due ex membri dei governi sarkozisti, Xavier Bertrand e François Baroin, esitano. Alain Juppé ha saggiamente scelto di attendere un paio di anni, sempre che Sarkozy non decida di riscendere in campo.
Ciascuno si posiziona in funzione dell’ex presidente. Dopo aver condotto campagne antisarkoziste come presidente dei deputati dell’Ump, Copé oggi rivendica per intero l’eredità dell’ex presidente. Dopo essere stato il più fedele (e dunque longevo) primo ministro della storia della Quinta Repubblica, Fillon si distanzia dal suo ex datore di lavoro. In nome del gollismo, il brillante Guaino sarebbe pronto a schierarsi con l’ex nemico Copé. In nome dell’amicizia, l’algida portavoce della campagna presidenziale, Kosciusko-Morizet, sembra destinata a un’alleanza con Fillon. I sondaggi indicano quest’ultimo come favorito, anche se i militanti preferirebbero la versione originale alle patacche prive di leadership. Ma il problema di fondo è un altro: a quale Sarkozy ispirarsi? Quello che nel 2007 predicava la rottura economica, praticava l’apertura a sinistra, si alleava con Bush e Blair, e riportava la Francia nella Nato? Oppure quello degli anni successivi che attuava politiche dirigiste, urlava slogan populisti e lanciava le bombe sulla Libia per tentare di rilanciare le sue sorti elettorali? Fino a quando non avrà risposto, la destra francese continuerà a essere vittima della peggiore eredità di Sarkozy.